Come progettare spazi pubblici accessibili: soluzioni pratiche e normative da conoscere
L’accessibilità non è un concetto di design, ma un indicatore di civiltà.
Progettare spazi pubblici accessibili significa immaginare città in cui ogni persona — indipendentemente dall’età, dalle condizioni fisiche o dal mezzo con cui si muove — possa vivere, partecipare, lavorare e spostarsi in autonomia.
Eppure, nonostante leggi e direttive, le barriere architettoniche restano una delle principali cause di esclusione sociale e urbana in Italia.
Un gradino all’ingresso di un edificio pubblico, un dislivello non segnalato, una rampa troppo ripida: dettagli che per molti passano inosservati, ma che limitano la libertà quotidiana di milioni di persone.
Secondo l’ISTAT, oltre 3 milioni di cittadini italiani convivono con disabilità motorie, e oltre il 20% degli over 65 incontra ostacoli di accesso nei servizi pubblici.
In un Paese che invecchia, e dove la mobilità ridotta è sempre più diffusa, l’accessibilità non è un costo, ma una necessità.
Le norme italiane: una base solida ma ancora poco applicata
In Italia, la cornice legislativa è chiara da oltre trent’anni.
Le due norme principali sono:
- Legge 13/1989, che definisce gli interventi per il superamento e l’eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici privati e pubblici;
- Decreto Ministeriale 236/1989, che stabilisce i requisiti tecnici per garantire l’accessibilità e la visitabilità degli spazi.
A queste si aggiungono il D.P.R. 503/1996, dedicato agli edifici pubblici, e le Linee guida 2022 del Ministero delle Infrastrutture e della Disabilità, che aggiornano criteri e buone pratiche in chiave di universal design.
Il principio è semplice:
“Un ambiente accessibile è quello che può essere utilizzato da tutti, senza adattamenti o soluzioni speciali.”
Eppure, nella pratica, molti interventi si fermano alla conformità formale — rispettare le misure minime, installare una rampa qualsiasi — senza considerare la qualità dell’esperienza, l’integrazione estetica e la sicurezza reale.
Dalla norma alla pratica: cosa serve davvero per un accesso a regola d’arte
Progettare spazi pubblici accessibili richiede un approccio integrato, tecnico e umano.
Non basta “abbassare un gradino”: occorre studiare il contesto, scegliere materiali certificati e prevedere percorsi sicuri e intuitivi.
Una rampa a norma deve rispettare:
- pendenza massima dell’8% (fissa) o del 10-12% per certe eccezioni proprie di ogni comune e contesto;
- larghezza minima di 90 cm;
- ripiani di sosta ogni 10 metri di sviluppo;
- corrimano su entrambi i lati, con impugnatura continua e comoda.
Parametri che non sono solo numeri, ma garanzie di autonomia e sicurezza.
“Ogni centimetro conta,” spiega Gerardo De Micco, responsabile rampe di accesso in WM System.
“Una pendenza sbagliata può trasformare una rampa in un ostacolo.
Ecco perché ogni nostro progetto nasce da un rilievo tecnico preciso e da un confronto con chi quello spazio lo vive davvero.”
Materiali e soluzioni: l’equilibrio tra sicurezza e design
Un altro errore frequente è pensare che l’accessibilità comprometta l’estetica.
Oggi, grazie alla tecnologia e ai materiali innovativi, è possibile realizzare rampe funzionali, eleganti e perfettamente integrate nel contesto architettonico.
Le rampe WM System, ad esempio, sono realizzate in alluminio anodizzato antiscivolo, un materiale leggero, resistente alla corrosione e agli agenti atmosferici.
Questo consente di mantenere un’estetica pulita e contemporanea anche in luoghi storici o vincolati.
Esistono poi rampe modulari e rampe mobili, ideali per contesti temporanei come fiere, eventi, scuole o teatri.
Si installano rapidamente, possono essere rimosse o adattate, e sono perfette per garantire accesso immediato senza interventi invasivi.
“L’accessibilità è anche design intelligente,”
sottolinea Ilaria Ghidoni, responsabile commerciale Italia di WM System.
“La sfida è progettare soluzioni che rispettino i luoghi, valorizzandoli.
Quando una rampa è ben fatta, quasi non si nota: fa parte dell’ambiente, non lo disturba.”
Molti interventi di accesso nascono da buone intenzioni ma da scarsa competenza tecnica.
Il risultato? Rampe troppo ripide, piani scivolosi, soluzioni provvisorie fatte con legno o cemento non certificato.
In alcuni casi, queste “rampe improvvisate” diventano più pericolose della barriera che dovevano eliminare.
Per questo è essenziale affidarsi a professionisti che conoscano normative, materiali e vincoli edilizi.
WM System collabora con enti pubblici, studi di architettura e amministrazioni comunali per fornire sopralluoghi, consulenze e progetti su misura, rispettando ogni contesto: dalle città d’arte ai moderni centri direzionali.
“Non basta rispettare la legge. Bisogna capire le persone,”
afferma Monica Mazzoli, responsabile marketing e comunicazione.
“Progettare accessibilità significa mettere al centro la libertà di movimento, non la burocrazia.”
Accessibilità urbana: un investimento che genera valore
Creare spazi pubblici accessibili non è solo un obbligo normativo, ma una scelta strategica per il futuro delle città.
Un ambiente accessibile aumenta la qualità della vita, la partecipazione culturale e la competitività turistica.
Le città che abbattono le barriere attirano più visitatori, più investimenti e più fiducia.
Non a caso, i programmi europei per la rigenerazione urbana (come il PON Metro e il FESR 2021–2027) premiano i progetti che integrano criteri di accessibilità e inclusione.
In questo scenario, WM System rappresenta un interlocutore unico: unisce competenza ingegneristica, artigianalità italiana e una rete internazionale di rivenditori e installatori certificati.
Ogni rampa installata è il risultato di un percorso condiviso tra tecnici, enti e persone.
Un edificio accessibile non è solo più comodo, ma più giusto.
Ogni rampa progettata bene non serve solo a superare un dislivello, ma a colmare una distanza sociale e culturale.
E in un mondo che corre, includere non è un rallentamento: è un’accelerazione verso il futuro.
“La vera misura dell’innovazione è la partecipazione,”
conclude il team WM System.
“Quando un luogo è davvero per tutti, diventa migliore per ciascuno.”
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